L’Italia sono anch’io, nato il comitato a Macerata
martedì, dicembre 6th, 2011Anche a Macerata si è costituito un comitato provinciale a sostegno della campagna ‘L’Italia sono anch’io’ e della proposta di legge di iniziativa popolare per i diritti di cittadinanza ed il diritto di voto alle persone straniere residenti in Italia. Il comitato nazionale de ‘L’Italia sono anch’io’ è composto da diverse associazioni e sindacati, come Arci, Acli, Cgil, Cisl, Ugl, Caritas, Tavola della Pace. Attualmente sono più di 100 le città italiane nelle quali si sono costituiti dei comitati. Lo scopo dei promotori è quello di sostenere una riforma del diritto di cittadinanza che preveda che anche i bambini nati in Italia da genitori stranieri regolari possano essere cittadini italiani e una nuova norma che permetta il diritto elettorale amministrativo ai lavoratori regolarmente presenti in Italia da cinque anni. L’obiettivo è quello di raggiungere le 50.000 firme entro la fine di febbraio 2012. L’obiettivo è sostenere una nuova prospettiva culturale per l’Italia e modificare il quadro normativo attuale sull’immigrazione relativamente al diritto di voto alle elezioni amministrative per gli stranieri residenti da almeno 5 anni sul nostro territorio e al diritto di cittadinanza, sono gli obiettivi che i promotori si pongono anche attraverso le due leggi di iniziativa popolare depositate lo scorso 2 settembre in Cassazione che rendono pienamente operativa la fase di raccolta delle firme. Nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, la Campagna per i diritti di cittadinanza e di voto, cresciuta in un Paese in cui già oggi vivono oltre 5 milioni di persone di origine straniera e circa un milione di bambini e minori nati in Italia ma non italiani di diritto, si pone lo scopo di portare all’attenzione dell’opinione pubblica e del dibattito politico il tema dei diritti di cittadinanza e la possibilità per chiunque nasca o viva nel nostro Paese di partecipare pienamente alle scelte delle comunità. La strada però è ancora lunga: sono infatti cinquantamila i sottoscrittori che debbono appoggiare le due proposte di legge e le firme vanno raccolte entro la fine del febbraio 2012. Nei giorni scorsi il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva affermato: “Pure nei giorni così complessi e impegnativi che stiamo vivendo ho voluto confermare questa udienza che si colloca significativamente all’interno delle celebrazioni del 150esimo anniversario della fondazione dello Stato nazionale unitario italiano. Sono infatti convinto che i bambini e i ragazzi venuti con l’immigrazione facciano parte integrante dell’Italia di oggi e di domani, e rappresentino una grande fonte di speranza”. A ciò si è aggiunto il commento delle Acli provinciali per sostenere l’iniziativa: “In un Paese in cui oramai vivono circa un milione di minori stranieri, metà dei quali nati in Italia, il riconoscimento del diritto di cittadinanza dalla nascita è un innanzitutto un obbligo morale, di cui le forze politiche responsabili non possono non farsi carico. Superare il principio del diritto di sangue per aprire la nostra democrazia al diritto di suolo, è un modo per ‘mettere fine ad una follia’ che fa crescere inutili rancori tra i cittadini immigrati che già oggi contribuiscono a migliorare il nostro Paese. E’ giunto il tempo per il Parlamento di fare la sua parte”. Inoltre la proposta ha trovato il pieno appoggio dell’assessore regionale all’Immigrazione, Luca Marconi: “Colgo con grande soddisfazione la provocazione lanciata dal presidente Napolitano. Già dal primo incontro della Consulta regionale per l’immigrazione e ancora di più durante la Giornata dell’immigrazione che si è svolta a Pesaro nel giugno scorso, avevamo indicato come impegno politico prioritario della Regione la proposta di legge nazionale per giungere al riconoscimento dello ius soli, appunto il diritto di cittadinanza in base alla nascita sul territorio italiano… Lo scossone venuto da Napolitano e un parlamento più libero di intraprendere iniziative di legge senza vincolo di maggioranza possono concorrere perlomeno ad avviare un iter legislativo su questa materia, di fronte alla quale poi ogni forza politica si assumerà la responsabilità delle proprie scelte. Ritengo comunque assurdo considerare straniero un giovane nato nella nostra regione venti anni fa e che non solo parla l’italiano ma lo parla con l’accento e i dialetti dei nostri territori”.
Baroncia Simone
