I Vincitori della 26° edizione della Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte
venerdì, luglio 1st, 2011La Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte, nella sua 26a edizione, festeggia i cinquanta anni di vita e gli Artisti, le Direzioni Artistiche, gli Amici della Biennale di Tolentino che nel corso delle varie edizioni hanno contribuito alla idea di Luigi Mari, infatti a lui si deve la prima edizione della Biennale nel 1961; già nella seconda edizione la Biennale si pone in un contesto internazionale, che ben traduce la originalità e la forza della idea di Mari. Nei cinquanta anni trascorsi, senza soluzione di continuità e proponendosi con lo storico concorso internazionale, con mostre personali di grande rilievo, con prestigiose rievocative, la Biennale di Tolentino ha più volte cambiato format, nella diversa strutturazione della esposizione d’arte, del concorso, nei temi, per mantenere gli obiettivi della contemporaneità e della qualità, come era negli auspici del suo fondatore e degli esordi. La sempre notevolissima attenzione e partecipazione di autori ed opere da tutto il mondo ne ha consolidato, nel tempo, la reputazione internazionale, non a caso la Biennale di Tolentino è la più longeva tra manifestazioni simili, in Italia e nel mondo. Nel contesto si inserisce, nella edizione 2011, la partecipazione dei giovani talenti marchigiani (nella fascia di età compresa tra i 18 ed i 30 anni), nell’ambito del programma regionale “APQ – Giovani Ri-cercatori di Senso – anno 2011”, al quale il Comune di Tolentino è stato ammesso a far parte, con proprio specifico programma “Stelle Emergenti” e relativo cofinanziamento da parte di Regione Marche. Il tema scelto per la 26a Biennale è “L’Arte del Novecento”: “Il Novecento è stato il più grande contenitore di poetiche e stili. Nel Novecento le correnti artistiche hanno vissuto in modo frenetico, coinvolgente, rivoluzionario. La Biennale, a cinquanta anni dalla sua prima edizione, irrompe nell’arte del Novecento, ne scrive la storia, a più mani e con il contributo di tutti gli artisti che parteciperanno, attraverso la pratica mai obsoleta dell’umorismo, che predilige l’azione irriverente, in alternativa alla “rigidità” accademica. La Biennale dell’Umorismo nell’Arte di Tolentino sarà il luogo dove la contemporaneità potrà interpretare le poetiche, gli stili e gli artisti che hanno deciso il Novecento, con il linguaggio della fantasia, del disordine, del nonsense, della creatività, dell’umorismo”. La giuria è composta da: Bruno Gambarotta (Presidente) Albano Aniballi, Luca Beatrice, Massimo Ceccarelli Vitangeli, Enrico Maria Davoli, Alexandra Mazzanti e Giovanni Sorcinelli.
Questi i premi conferiti dalla giuria, di concerto con la Direzione Artistica:
Premio internazionale Città di Tolentino – vincitore della Biennale € 5.000,00 e ospitalità del vincitore con una personale nella successiva edizione di Biennale; Secondo Premio € 3.000,00;
Terzo Premio € 1.500,00; Premio Stelle Emergenti giovani autori marchigiani (età 18 – 30);
€ 1.000,00 e ospitalità del vincitore con una personale nella successiva edizione di Biennale; Premio alla Carriera Cesare Marcorelli; Premio Accademia dell’Umorismo Luigi Mari; altri premi speciali.
Alla 26° edizione della Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte hanno partecipato 594 autori di cui 204 italiani e 390 stranieri; 61 le nazioni rappresentate; 1.295 le opere partecipanti; 23 le opere partecipanti al Premio “Stelle Emergenti”.
Questi i vincitori della 26° edizione della Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte:
Primo premio internazionale “Città di Tolentino”, vincitore della Biennale, assegnato ad Anastasia Kurakina per l’opera “Il feticcio” con la seguente motivazione: “Parla della condizione dell’artista nel Novecento. Con segno visionario e di vertiginosa esattezza descrive il lavoro della ruota del tempo nell’arte come un perenne riciclo e riutilizzo di oggetti, stilemi e trovate”.
Secondo premio ex-aequo:
An Yong Chen con l’opera “Salvador Dali and Pablo Picasso” con la seguente motivazione: “Due grandi spagnoli, protagonisti dell’arte del Novecento, Pablo Picasso e Salvador Dali, convivono in un quadro che riesce con una abilità tecnica superlativa a condensare il loro immaginario in un modello di sintesi, di maestria e umorismo.
Houmayoun Mahmoudi con l’opera “Castle in the Pyrenees” con la seguente motivazione: “Il castello sui Pirenei di Magritte diventa una minacciosa e inquietante bomba a mano che incombe sinistra sul nostro tempo. Da segnalare l’originalità della tecnica impiegata che pur nella realizzazione su carta ottiene l’effetto di pittura murale”.
Terzo premio: Gaetano Accettulli e Vito Livio Squeo con l’opera “So’ qquadri” con la seguente motivazione: “Attraverso un paradossale gioco di citazioni, gli autori realizzano una irriverente e scanzonata rivisitazione della storia dell’arte moderna, con lo sguardo di una mosca che riesce a sopravvivere a tutte le esperienze estetiche meno che l’ultima. Gli autori dimostrano di possedere tecnica raffinata e di muoversi con sicurezza su un territorio infido”.
Premio “Stelle emergenti” assegnato ad Abele Malpiedi per l’opera “I quadri riflettenti in espressioni di passaggio” con la seguente motivazione: “Il giovane autore reinventa con un effetto comico, ironicamente spiazzante, la tipologia –già esplorata da importanti artisti contemporanei- del quadro riflettente che introduce e immedesima lo spettatore nell’arte”.
Premio speciale a: Giuseppe Carzedda per l’opera “La guerre – toujours la meme chose” con la seguente motivazione: “L’autore crea un cortocircuito con due celebri icone figurative del Novecento”.
Segnalati: Frank Hoppmann con l’opera “Andy Wahrol”: “Un disegno esplosivo che riassume il percorso artistico di un discusso protagonista del Novecento”. Furio Ombri e Francesco Gozzi con l’opera “Mucche – Piet Mandrian”: “Con un gesto minimo, quasi insignificante -un cambio di vocale e l’inserzione di due tratti neri- l’autore capovolge la poetica di uno dei maggiori artisti del nostro tempo”. Thompson Ross con l’opera “Is it art?”: In un museo di arte contemporanea anche un aspirapolvere può diventare oggetto di venerazione da parte del visitatore”. Ilya Katz con l’opera “S.T.”: “Per paradosso, nella poetica di Kalden, l’opera d’arte si fa da sé”. Autore Pol Leurs con l’opera “Nikki meets Alberto”: Le strane affinità elettive di uno dei maestri dell’arte contemporanea”. Toni Vedù con l’opera “Artist’s shit”: “Mangiate merda: cento miliardi di mosche non possono sbagliare”. Terzy Gluszek con “Great Catch”: “L’economia dell’arte e il suo misterioso orizzonte”. Massimo Pastore con “Pelata d’artista”: “L’artista è come il maiale: non si butta via niente”.
Questi gli autori le cui opere saranno esposte dal 22 luglio al 2 ottobre a Palazzo Parisani – Bezzi e le cui opere saranno pubblicate sul catalogo:
Gaetano Accettulli (Italia), Lluc Banos Aixala (Spagna), Sergej Bobylev (Russia), Alberto Bortoluzzi (Italia), Gianluigi Capriotti (Italia), Giuseppe Carzedda (Italia), Sergio Cavallerin (Italia), Rolana Cekauskaite (Lituania), Leonardo Cemak (Italia), Yong Chen An (Cina), Tawan Chuntra (Tailandia), Ricardo Clement (El Salvador), Luca Maria Cristini (Italia), Rumen Dragostinov (Bulgaria), Francesco Fossati (Italia), Luigia Giovannangelo (Italia), Terzy Gluszek (Polonia), Frank Hoppmann (Germania), Mihai Ignat (Romania), Ilya Katz (Israele), Kim kyoung-ho (Italia), Lubomir Kotrha (Slovacchia), Pawel Kuczynski (Polonia), Anastasia Kurakina (Italia), Halit Kurtulmus (Turchia), Carmelo La Gaipa (Italia), Pol Leurs (Lussemburgo), Jun Li Kui (Cina), Houmayoun Mahmoudi (Inghilterra), Abele Malpiedi (Italia), Paula Metallo (Italia), Valery Momt (Ucraina), Marco Moschetti (Italia), Francisco Antonio Munguia Villalta (Costa Rica), Radko Oketic (Slovenia), Furio Obri e Francesco Gnozzi (Italia), Franco Origone (Italia), Massimo Pastore (Italia), Vladimir Pavlik (Slovacchia), Olga Peshko (Italia), Dario Picariello (Italia), Clarisse Rebotier (Francia), Angelo Ricciardi (Italia), Alfredo Sabat (Argentina), Eugenio Saint Pierre (Italia), Tiziana Salè (Italia), Francesco Sciacca (Italia), Franco Bruna (Italia), Sabrina Spreafico (Italia), Agim Sulaj (Italia), Constantin Sunnergerg (Belgio), Nikolov Tchavdar (Bulgaria), Ross Thomson (Inghilterra), Sebastien Valin (Francia) e Toni Vedù (Italia). Di ogni edizione della Biennale e delle mostre di intervallo è stato pubblicato un Catalogo. Essi, curati da Giorgio Leggi, costituiscono una vera e propria antologia di opere e di scritti critici su grandi artisti, sull’umorismo e la caricatura nell’arte, sulla civiltà del sorriso.
Baroncia Simone
