Archive for the ‘Regione’ Category

Uomo sgozzato a Ripe, al vaglio lavoro e conoscenze

venerdì, ottobre 21st, 2011

(ANSA) – ANCONA, 21 OTT – Sara’ effettuata nelle prossime ore, o piu’ probabilmente domani, dal medico legale Loredana Buscemi l’autopsia di Luigi Taurino, il trentacinquenne sgozzato ieri sera in una piazza di Passo Ripe nel Senigalliese (Ancona), nei pressi della sua abitazione. Un omicidio efferato ancora senza movente, anche se sembra esclusa la pista passionale. I carabinieri stanno passando al vaglio le frequentazioni e la vita lavorativa dell’uomo, di origini pugliesi, che aveva aperto e chiuso varie attivita’. (ANSA).

Sviluppo: Coldiretti, 266 mln da vendita terreni Marche

venerdì, ottobre 21st, 2011

(ANSA) – ANCONA, 21 OTT – Nelle Marche lo Stato e’ proprietario di 14 mila ettari di terreni agricoli, gestiti attraverso amministrazioni e enti pubblici, per un valore stimato di 266 milioni. Terreni che potrebbero essere venduti agli agricoltori per sostenere il Decreto sviluppo del Governo.

La stima e’ della Coldiretti (su dati Istat). Si tratta di 14.496 ettari di superficie agricola utilizzata di proprieta’ pubblica: un patrimonio di 266 mln a disposizione dello Stato, che non ha alcun interesse a fare l’agricoltore. (ANSA).

Crisi: Mps Resarch, ripresa Marche debole, export rallenta

giovedì, ottobre 20th, 2011

(ANSA) – ANCONA, 20 OTT – Un tasso di industrializzazione superiore del 30% alla media nazionale, ma anche una propensione all’export piu’ bassa (22% contro 27,3%). E’ la fotografia dell’economia delle Marche scattata dall’Area Research di Banca Monte dei Paschi di Siena. Il valore aggiunto industriale e’ concentrato per circa tre quarti nei settori cuoio-pelli, metallurgico, delle macchine e del legno-mobili. A fine anno la crescita industriale si attestera’ sul +0,9% mentre per la dinamica dell’export rallentera’ (+2,3%).(ANSA).

Crisi: assessore Marcolini, aumento accise misura necessaria

giovedì, ottobre 20th, 2011

(ANSA) – ANCONA, 20 OTT – Aumento delle accise e regionalizzazione del Patto di stabilita’ sono per l’assessore regionale al bilancio Pietro Marcolini misure necessarie in una situazione di crisi, ma ”e’ del tutto evidente – aggiunge – che la Regione intende attuarle solo nella misura in cui si giunga a formalizzare un patto di solidarieta’ tra istituzioni e categorie sociali ed economiche, nel quale ciascuno s’impegni in prima persona a fare la sua parte”. (ANSA).

Scontri Roma: Fai, e’ caccia alle streghe contro anarchici

martedì, ottobre 18th, 2011

(ANSA) – ANCONA, 18 OTT – ”Si e’ aperta la caccia all’anarchico, anche se poi e’ un tifoso o un black bloc, un comunista o un autonomo. L’importante e’ criminalizzare chi dissente, e basta poco: una felpa, un casco, avere 20 anni”.

Per i gruppi della Federazione Anarchica Italiana (Fai) della provincia di Ancona ”c’e’ una sproporzione enorme fra i fatti di Roma e la reazione che ne e’ seguita”. La Fai si dichiara estranea agli scontri: ”in Italia prendersela con gli anarchici ha sempre anticipato tempi bui, da Piazza Fontana in poi”.

(ANSA).

Fisco: 6 mila liti pendenti nelle Marche

martedì, ottobre 18th, 2011

(ANSA) – ANCONA, 18 OTT – E’ piu’ semplice far ‘pace’ con il fisco per i contribuenti che hanno un contenzioso pendente non superiore ai 20 mila euro. L’Agenzia delle Entrate ricorda che entro il 30 novembre possono versare un importo ridotto, commisurato al valore della lite e al risultato del giudizio (minimo 150 euro, se la lite non supera i 2 mila euro di valore). Sono 6 mila i contenziosi pendenti in regione che potrebbero fruire della sanatoria. (ANSA)

Marche la famiglia tiene il sistema

martedì, ottobre 18th, 2011

Nella regione Marche la famiglia funge da ammortizzatore sociale, come redistributore del reddito tra i componenti, fattore incisivo che insieme alla contrazione dei consumi, fa diminuire anche l’indice di povertà relativa nelle Marche, che è passato in tre anni dal 10.3% del 2008 al 10.2% del 2009 al 9,9% nel 2010. Anche se il tenore di vita delle famiglie si è abbassato (ma l’84% del totale delle famiglie marchigiane vive in case di proprietà), tuttavia si conferma il ruolo chiave della famiglia marchigiana, in media composta da 2,8 elementi e 1,8 percettori di reddito e 1,7 figlio, come collante per la tenuta del sistema socio-economico più in generale. È questo il dato positivo che emerge dall’indagine presentata oggi in Regione sulle “Famiglie marchigiane e Mercato del Lavoro 2010 ( FMML)” che ha riguardato nella sua terza edizione, un panel di 2.500 famiglie e 7.157 persone residenti in 59 comuni marchigiani. La ricerca promossa dalla Regione Assessorato al Lavoro-Formazione ha visto un lungo e impegnativo lavoro, come ha sottolineato Marco Canonico, responsabile dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro, che ora anche grazie al servizio Statistica della Regione sarà consultabile in un database. Al termine della presentazione, la tavola rotonda moderata dal dirigente regionale Fabio Montanini, alla quale hanno partecipato Raffaele Morese, Segretario generale Associazione Nuovi Lavori, Antonio Di Stasi docente di Diritto del lavoro, Daniela Barbaresi CGIL-CISL-UIL, Enrico Loccioni delegato Educational per Confindustria Marche. L’assessore regionale, Marco Luchetti, ha commentato i dati, concludendo la tavola rotonda: “I dati del 2010 ci dicono che i giovani sono ancora la fascia più penalizzata dalla mancanza di lavoro. Occorre allora privilegiare percorsi di orientamento più mirati e promuovere politiche non segmentate, ma far dialogare sempre più la scuola, i giovani, le famiglie e il mercato del lavoro. Mondi ancora troppo distanti tra loro. Questi risultati ci aiuteranno molto nell’affrontare le nuove politiche attive del lavoro per intervenire su questi gap, per aprire ad una cultura nuova del lavoro che parta anche dalla diffusione della conoscenza presso i giovani delle eccellenze produttive marchigiane, a mio avviso ancora troppo sconosciute agli studenti. Interventi che incentivino alla dignità di qualsiasi lavoro e che ridiano anche il senso di prospettiva nel futuro che ora purtroppo manca”. E se dall’ultimo rapporto Istat del 2° trimestre 2011 emerge che il tasso di disoccupazione scende al 5,8% rispetto al 6,6% del 1° trimestre dell’anno in corso e gli occupati, rispetto al 1° trimestre 2011, nelle Marche salgono di + 8.000 unità, tornando a livelli pre-crisi del II trimestre 2008, il 2010 ha segnato, secondo l’indagine FMML, molti spunti su cui riflettere. I risultati, illustrati da Stefano Barbarini dell’Associazione Nuovi Lavori e coordinatore, mettono in evidenza che dal 2008 al 2009 si rileva una sostanziale diminuzione del tasso di attività ed un contestuale aumento della disoccupazione. Nel 2010 si riscontra una minore partecipazione al mercato del lavoro, fenomeno dovuto per lo più allo “scoraggiamento”. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) risulta ancora molto elevato (29,1%), sebbene in leggera contrazione rispetto al 2009 (30,8%). Ma già nel 2011, secondo ISTAT, le Marche presentano dati migliori di quelli nazionali: 9,3% contro il 14,6% dell’Italia. L’indagine FMML registra inoltre la diminuzione del tasso di attività dei giovani (da 32,6% del 2009 al 28% del 2010) e quello di occupazione (dal 22,6% al 19,9%). Anche la variabile di genere risulta determinante: una donna su dieci è disoccupata rispetto al più contenuto 7,0% dei maschi. Il reddito familiare medio mensile nella regione al 01.10.2010 è pari ad euro 2.213. La propensione al risparmio delle famiglie pare resistere alle difficoltà causate dalla crisi economica, mentre quelle costrette ad indebitarsi sono stabili. Il reddito medio dei cittadini marchigiani nel 2010 è pari ad euro 1.308. La discriminazione di genere nel livello reddituale continua (gli uomini guadagno in media il 32%). I lavoratori che subiscono maggiormente la contrazione del reddito sono gli autonomi (-13,2%), che risultano però quelli con guadagno più alto (€1.485 in media). I lavoratori più poveri rimangono i parasubordinati (€ 828), che guadagnano un 1,1% in più rispetto al 2009.

Baroncia Simone

Marche: la situazione economica fotografata dalla Caritas

martedì, ottobre 18th, 2011

 

In Italia, dopo alcuni anni di relativa stabilità, il fenomeno della povertà economica appare in leggera crescita: dal 2009 al 2010 la povertà relativa nel nostro paese è infatti aumentata dell’1,8%, passando dal 10,8% all’11% delle famiglie residenti. Nelle Marche l’incidenza della povertà relativa è inferiore alla media nazionale: nel 2010 l’8,5% delle famiglie residenti nella regione si collocava sotto la linea di povertà relativa. Rispetto al 2009 la povertà è aumentata di 1.5 punti percentuali (coinvolgeva il 7,0% delle famiglie residenti). Da un confronto regionale risulta essere la regione più povera del Centro-Nord. Nel quadro complessivo nazionale le tre regioni più povere sono la Basilicata, la Sicilia e la Calabria (al contrario la Lombardia, l’Emilia Romagna e l’Umbria le regioni meno povere). Oltre ai dati sulla povertà economica in senso stretto, sono disponibili da fonte pubblica una serie di ulteriori statistiche, che ci possono aiutare a costruire un profilo socio-economico delle regioni italiane, soprattutto dal punto di vista della presenza in tali territori di varie forme di disagio sociale e carenza di risorse economiche. Attingendo a tali fonti statistiche, si apprende che la situazione non è particolarmente negativa nelle Marche, dove tutti gli indicatori proposti dall’Istat registrano valori di disagio inferiori alla media nazionale. Rispetto al 2008, nelle Marche: diminuiscono del 19,0% le famiglie che non riescono a riscaldare la casa adeguatamente; diminuiscono del 14,5% le famiglie che non riescono a fare un pasto adeguato almeno ogni 2 giorni; diminuiscono del 10,8% le famiglie che risultano deprivate secondo l’Indice Eurostat; aumentano del 8,9% le famiglie che arrivano a fine mese con molta difficoltà; diminuiscono dello 4,2% le famiglie che non riescono a sostenere spese impreviste di 750 euro. In modo coerente con questo tipo di approccio, le Caritas diocesane hanno promosso da diversi anni la costituzione di Osservatori delle povertà e delle risorse, con lo scopo di fornire alle comunità locali la base informativa necessaria per la programmazione sociale e pastorale. In Italia, sono 158 gli Osservatori diocesani delle povertà e delle risorse attivi. Nelle Marche sono presenti 11 Osservatori diocesani e sono rilevabili attività stabili di lettura dei fenomeni sociali presso 7 diocesi. Uno specifico ambito di attività della Caritas è caratterizzato dai cosiddetti progetti “8xmille”, di cui all’interno del Rapporto è presentata un’ampia sintesi descrittiva. E’ dal 2001 che la Caritas Italiana, su mandato della Cei, accompagna la realizzazione di progetti diocesani rivolti alle fasce deboli, grazie ad una quota dei fondi 8xmille destinati agli interventi caritativi a livello nazionale. In Italia, nel biennio 2009-2010, Caritas Italiana ha accompagnato la realizzazione di 215 progetti, per un importo complessivo di quasi 12 milioni di euro. Nelle diocesi delle Marche sono stati finanziati 6 progetti, relativi a 5 ambiti di bisogno. È inoltre in fase di conclusione da parte di Caritas Italiana un percorso di accompagnamento ad hoc per le Marche, nel settore “Promozione Caritas”. Da un monitoraggio realizzato da Caritas Italiana, aggiornato al mese di maggio 2011, si evidenzia la presenza in Italia di 806 iniziative, attive presso 203 diocesi (su un totale di 220 diocesi italiane dove è presente la Caritas). E’ importante sottolineare che tale dato non include tutte le prestazioni e le attività di sostegno economico delle diocesi: sono infatti conteggiate nella rilevazione solamente le nuove progettualità, sorte negli ultimi tre anni, per sostenere in modo specifico le famiglie e le piccole imprese colpite dalla crisi economica. La precedente rilevazione (giugno 2010), aveva evidenziato la presenza di 577 iniziative, presso 190 diocesi. Spicca la forte crescita dell’impegno ecclesiale: nel corso di un anno, il numero di attività/progetti è aumentato del 39,6%. Nelle Marche risultano attivi 45 progetti (nel 2009 erano 24). Rispetto al 2009, nelle Marche i progetti anticrisi economica sono aumentati del 87,5%. Da notare la diffusa prassi di erogazione a fondo perduto presso CdA e Caritas parrocchiali (11 diocesi su 13); numerosi anche i Fondi diocesani di emergenza e solidarietà (7 diocesi) e i servizi di orientamento al lavoro (8 diocesi) e il micro credito per famiglie (6 diocesi). Poco diffuso il microcredito per le imprese e le nuove forme di solidarietà (Empori/botteghe solidali e carte acquisto). All’interno del Rapporto sono riportati i risultati di uno studio sulla presenza delle mense socio-assistenziali in Italia. Secondo i dati del quarto censimento delle opere sanitarie e sociali ecclesiali in Italia, promosso dalla Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali, al primo gennaio 2010, erano presenti in Italia 449 mense socio-assistenziali. In totale, le mense presenti in Italia hanno erogato nel corso del 2009 circa 6 milioni di pasti, corrispondente ad una media di 16.514 pasti al giorno. Nelle Marche sono state censite 12 mense (2,7% del totale nazionale). Nel corso del 2009, tali strutture hanno erogato 162.336 pasti, pari ad una media di 445 pasti al giorno. In Italia, tra il 2004 e il 2008, la spesa sociale complessiva dei comuni, in termini nominali (senza tenere conto dell’aumento del costo della vita), ha registrato un trend in costante aumento, passando da 5.378 milioni di euro a 6.662 milioni di euro, con un aumento del 24%. Sempre in Italia, la spesa destinata a sostegno delle persone con disagio economico è aumentata del 34% (da 1.154 a 1.541 milioni di euro) mentre quella destinata alla povertà è aumentata del 41% (da 503 a 510 milioni di euro). Negli ultimi due anni disponibili (2007-2008), la spesa assistenziale dei comuni è aumentata del 4% (3,5 punti percentuali in meno dell’incremento registrato tra il 2006 e il 2007). La spesa per il disagio economico è aumentata del 18% e quella per la povertà dell’1,5%.La spesa sociale complessiva nelle Marche è pari a 106,63 euro pro capite (111,35 in Italia). La spesa nell’area povertà è notevolmente più bassa, essendo pari a 4,50 euro pro capite (contro un valore medio nazionale pari a 8,53 euro). Nelle Marche, tra il 2007 e il 2008: la spesa destinata al disagio economico è aumentata del 4,8%; la spesa sociale complessiva è rimasta pressocché invariata (aumentata dell’1,0%); la spesa specifica per la povertà è rimasta invariata. In Italia, la spesa per la povertà incide per il 30,8% sul totale della spesa sociale complessiva. Nelle Marche tale incidenza è pari al 22,3% (8.5 punti percentuali in meno rispetto al valore medio nazionale). Per quanto riguarda le categorie di destinatari della spesa sociale per persone in situazione di povertà o disagio economico, i comuni delle Marche hanno valori medi di spesa procapite tendenzialmente più bassi dei valori nazionali. A tale configurazione fa solo eccezione la categoria ‘Immigrati’ (1,02 euro procapite).

                                                                                                                                 Baroncia Simone

La sanità marchigiana secondo Fp-Cgil

venerdì, ottobre 14th, 2011

Il 13 ottobre è approdato in commissione del Consiglio Regionale il Piano triennale socio-sanitario 2012-2014 della Regione Marche. (continua…)

Costi politica: summit Loreto, verso testo base Regione

venerdì, ottobre 14th, 2011

(ANSA) – ANCONA, 14 OTT – Revisione del vitalizio e delle indennita’, eliminazione della reversibilita’, adesione da subito al contributo di solidarieta’. Sono i primi risultati del summit di consiglieri regionali di maggioranza e opposizione convocato a Loreto dal presidente dell’Assemblea legislativa Solazzi sulle misure da prendere per ridurre i costi della politica. L’Uffcio di Presidenza, insieme alla commissione competente, dovra’ elaborare un testo base tratto dalle varie proposte di legge.(ANSA)