In Italia, dopo alcuni anni di relativa stabilità, il fenomeno della povertà economica appare in leggera crescita: dal 2009 al 2010 la povertà relativa nel nostro paese è infatti aumentata dell’1,8%, passando dal 10,8% all’11% delle famiglie residenti. Nelle Marche l’incidenza della povertà relativa è inferiore alla media nazionale: nel 2010 l’8,5% delle famiglie residenti nella regione si collocava sotto la linea di povertà relativa. Rispetto al 2009 la povertà è aumentata di 1.5 punti percentuali (coinvolgeva il 7,0% delle famiglie residenti). Da un confronto regionale risulta essere la regione più povera del Centro-Nord. Nel quadro complessivo nazionale le tre regioni più povere sono la Basilicata, la Sicilia e la Calabria (al contrario la Lombardia, l’Emilia Romagna e l’Umbria le regioni meno povere). Oltre ai dati sulla povertà economica in senso stretto, sono disponibili da fonte pubblica una serie di ulteriori statistiche, che ci possono aiutare a costruire un profilo socio-economico delle regioni italiane, soprattutto dal punto di vista della presenza in tali territori di varie forme di disagio sociale e carenza di risorse economiche. Attingendo a tali fonti statistiche, si apprende che la situazione non è particolarmente negativa nelle Marche, dove tutti gli indicatori proposti dall’Istat registrano valori di disagio inferiori alla media nazionale. Rispetto al 2008, nelle Marche: diminuiscono del 19,0% le famiglie che non riescono a riscaldare la casa adeguatamente; diminuiscono del 14,5% le famiglie che non riescono a fare un pasto adeguato almeno ogni 2 giorni; diminuiscono del 10,8% le famiglie che risultano deprivate secondo l’Indice Eurostat; aumentano del 8,9% le famiglie che arrivano a fine mese con molta difficoltà; diminuiscono dello 4,2% le famiglie che non riescono a sostenere spese impreviste di 750 euro. In modo coerente con questo tipo di approccio, le Caritas diocesane hanno promosso da diversi anni la costituzione di Osservatori delle povertà e delle risorse, con lo scopo di fornire alle comunità locali la base informativa necessaria per la programmazione sociale e pastorale. In Italia, sono 158 gli Osservatori diocesani delle povertà e delle risorse attivi. Nelle Marche sono presenti 11 Osservatori diocesani e sono rilevabili attività stabili di lettura dei fenomeni sociali presso 7 diocesi. Uno specifico ambito di attività della Caritas è caratterizzato dai cosiddetti progetti “8xmille”, di cui all’interno del Rapporto è presentata un’ampia sintesi descrittiva. E’ dal 2001 che la Caritas Italiana, su mandato della Cei, accompagna la realizzazione di progetti diocesani rivolti alle fasce deboli, grazie ad una quota dei fondi 8xmille destinati agli interventi caritativi a livello nazionale. In Italia, nel biennio 2009-2010, Caritas Italiana ha accompagnato la realizzazione di 215 progetti, per un importo complessivo di quasi 12 milioni di euro. Nelle diocesi delle Marche sono stati finanziati 6 progetti, relativi a 5 ambiti di bisogno. È inoltre in fase di conclusione da parte di Caritas Italiana un percorso di accompagnamento ad hoc per le Marche, nel settore “Promozione Caritas”. Da un monitoraggio realizzato da Caritas Italiana, aggiornato al mese di maggio 2011, si evidenzia la presenza in Italia di 806 iniziative, attive presso 203 diocesi (su un totale di 220 diocesi italiane dove è presente la Caritas). E’ importante sottolineare che tale dato non include tutte le prestazioni e le attività di sostegno economico delle diocesi: sono infatti conteggiate nella rilevazione solamente le nuove progettualità, sorte negli ultimi tre anni, per sostenere in modo specifico le famiglie e le piccole imprese colpite dalla crisi economica. La precedente rilevazione (giugno 2010), aveva evidenziato la presenza di 577 iniziative, presso 190 diocesi. Spicca la forte crescita dell’impegno ecclesiale: nel corso di un anno, il numero di attività/progetti è aumentato del 39,6%. Nelle Marche risultano attivi 45 progetti (nel 2009 erano 24). Rispetto al 2009, nelle Marche i progetti anticrisi economica sono aumentati del 87,5%. Da notare la diffusa prassi di erogazione a fondo perduto presso CdA e Caritas parrocchiali (11 diocesi su 13); numerosi anche i Fondi diocesani di emergenza e solidarietà (7 diocesi) e i servizi di orientamento al lavoro (8 diocesi) e il micro credito per famiglie (6 diocesi). Poco diffuso il microcredito per le imprese e le nuove forme di solidarietà (Empori/botteghe solidali e carte acquisto). All’interno del Rapporto sono riportati i risultati di uno studio sulla presenza delle mense socio-assistenziali in Italia. Secondo i dati del quarto censimento delle opere sanitarie e sociali ecclesiali in Italia, promosso dalla Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali, al primo gennaio 2010, erano presenti in Italia 449 mense socio-assistenziali. In totale, le mense presenti in Italia hanno erogato nel corso del 2009 circa 6 milioni di pasti, corrispondente ad una media di 16.514 pasti al giorno. Nelle Marche sono state censite 12 mense (2,7% del totale nazionale). Nel corso del 2009, tali strutture hanno erogato 162.336 pasti, pari ad una media di 445 pasti al giorno. In Italia, tra il 2004 e il 2008, la spesa sociale complessiva dei comuni, in termini nominali (senza tenere conto dell’aumento del costo della vita), ha registrato un trend in costante aumento, passando da 5.378 milioni di euro a 6.662 milioni di euro, con un aumento del 24%. Sempre in Italia, la spesa destinata a sostegno delle persone con disagio economico è aumentata del 34% (da 1.154 a 1.541 milioni di euro) mentre quella destinata alla povertà è aumentata del 41% (da 503 a 510 milioni di euro). Negli ultimi due anni disponibili (2007-2008), la spesa assistenziale dei comuni è aumentata del 4% (3,5 punti percentuali in meno dell’incremento registrato tra il 2006 e il 2007). La spesa per il disagio economico è aumentata del 18% e quella per la povertà dell’1,5%.La spesa sociale complessiva nelle Marche è pari a 106,63 euro pro capite (111,35 in Italia). La spesa nell’area povertà è notevolmente più bassa, essendo pari a 4,50 euro pro capite (contro un valore medio nazionale pari a 8,53 euro). Nelle Marche, tra il 2007 e il 2008: la spesa destinata al disagio economico è aumentata del 4,8%; la spesa sociale complessiva è rimasta pressocché invariata (aumentata dell’1,0%); la spesa specifica per la povertà è rimasta invariata. In Italia, la spesa per la povertà incide per il 30,8% sul totale della spesa sociale complessiva. Nelle Marche tale incidenza è pari al 22,3% (8.5 punti percentuali in meno rispetto al valore medio nazionale). Per quanto riguarda le categorie di destinatari della spesa sociale per persone in situazione di povertà o disagio economico, i comuni delle Marche hanno valori medi di spesa procapite tendenzialmente più bassi dei valori nazionali. A tale configurazione fa solo eccezione la categoria ‘Immigrati’ (1,02 euro procapite).
Baroncia Simone