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Provinciali 2009: ecco perchè sono state annullate

mercoledì, gennaio 26th, 2011

Sono state depositate nella segretaria della quinta sezione del Consiglio di Stato le motivazioni della sentenza con cui il 30 novembre scorso, pur accogliendo il ricorso per “opposizione di terzo” presentato dagli ex consiglieri provinciali Erminio Marinelli e Massimo Pizzichini, è stato nel merito riconfermato l’annullamento delle elezioni del 2009, così come altri magistrati della stessa sezione avevano sentenziato il 4 giugno 2010. Si è trattato di una sentenza scaturita da due contestuali fasi del giudizio: quelle che in termini giuridici sono chiamante – e come tali vengono citate anche nella sentenza – la fase “rescindente” e la fase “rescissoria”.

La prima concerne la decisione sull’annullamento della sentenza del 4 giugno 2010 del medesimo Consiglio di Stato; la seconda concerne la nuova pronuncia del Consiglio di Stato stesso destinata a sostituire la propria precedente sentenza. Infatti, la nuova causa davanti al Consiglio di Stato è scaturita da un ricorso presentato dai due ex consiglieri provinciali i quali lamentavano di non essere stati “parte” del precedente procedimento – quello conclusosi il 4 giugno 2010 con l’annullamento delle elezioni – in quanto l’appello della lista LAM (esclusa dalla elezioni del 2009) non era stato loro notificato.

Nell’esaminare il ricorso di Marinelli e Pizzichini, la quinta sezione del Consiglio di Stato (presidente Marco Lipari, consigliere estensore Aldo Scola) ha ritenuto fondato il ricorso stesso “dato che il giudice d’appello – si legge nelle motivazione – avrebbe dovuto disporre l’integrazione del contraddittorio (chiamando in causa i consiglieri che non avevano ricevuto notifica degli atti n.d.r) e poi giudicare…. Per questi motivi accoglie l’opposizione di terzo in sede rescindente e annulla l’impugnata decisione (la sentenza del 4 giugno n.d.r.)…”.

Contestualmente, i nuovi giudici della quinta sezione hanno riesaminato nel merito (è questa la fase “rescissoria”) l’appello a suo tempo presentato dalla lista LAM contro la sua esclusione dalle elezioni provinciali. Con motivazioni analoghe a quelle espresse nel mese di giugno dai loro colleghi della stessa quinta sezione del Consiglio di Stato, il nuovo collegio giudicante è giunto alle medesime conclusioni e, riformando la sentenza del Tar Marche che invece aveva respinto il primo ricordo della LAM, ha ribadito l’annullamento delle elezioni. Come si ricorderà, l’esclusione della lista LAM da parte dell’Ufficio elettorale centrale presso il Tribunale di Macerata era basata sulla questione delle date apposte accanto a diverse firme di sottoscrittori della lista stessa. L’ufficio elettorale aveva riscontrato che molte date apposte con il datario indicavano “maggio 2008” anziché maggio 2009”.

Anche il Tar Marche aveva respinto il ricorso della LAM confermandone l’esclusione dalle elezioni. Come ricordano gli stessi giudici del Consiglio di Stato nella sentenza del 30 novembre scorso, depositata in cancelleria il 18 gennaio,“la principale argomentazione giuridica con cui il T.a.r. (in adesione alla prevalente giurisprudenza in materia) aveva giustificato il rigetto del ricorso di primo grado era correlata alla rigorosa interpretazione dell’art. 28, comma 4, cit. t.u. n. 570/ 1960. La norma, laddove impone adempimenti formali (fra i quali l’autenticazione della firma dei sottoscrittori della lista), è preclusiva di qualsiasi interpretazione diversa da quella strettamente letterale; ciò, in quanto, nel procedimento elettorale, la forma degli atti si identifica con la sostanza”.

Esaminando nel merito il caso concreto i giudici hanno così motivato la nuova sentenza di accoglimento dell’appello della lista LAM e conseguente annullamento delle elezioni del 2009: “…pertanto, pur riconoscendo che la specialità della normativa in materia elettorale richiede un particolare rigore interpretativo, per ovvie esigenze di assoluta garanzia, in ordine alla certezza giuridica degli atti ed al corretto e sollecito svolgimento delle procedure elettorali, si riteneva che dette esigenze non potessero nel caso concreto legittimare – in sede di istanza di riesame – la mera conferma della ricusazione della lista di cui è causa.

In questo caso, la certezza giuridica dell’esistenza di un evidente errore materiale, relativo alla data dell’autenticazione delle firme dei sottoscrittori della lista, da parte del pubblico ufficiale autenticatore, risultava dimostrata anzitutto da più dati di fatto, oggettivi e convergenti e tutti riferibili all’anno 2009 e non al 2008 (costituzione del movimento politico L.a.m. nel 2009; autorizzazione rilasciata nel maggio 2009 al consigliere provinciale incaricato di effettuare l’autenticazione delle firme dei presentatori della lista; date di rilascio dei documenti di identità di alcuni sottoscrittori, successive al maggio 2008; presenza di tre sottoscrittori che, nel maggio 2008, non avrebbero potuto essere in possesso del certificato elettorale, in quanto non ancora maggiorenni). Inoltre, risultava comprovata anche dalla puntuale dichiarazione di rettificazione, successivamente resa dallo stesso consigliere provinciale incaricato dell’autenticazione delle firme dei presentatori della lista, che aveva precisato la circostanza secondo cui l’indicazione riferita al mese di maggio 2008 sarebbe derivata da un errore materiale del datario dell’ufficio.

In presenza di tali dati di fatto, assolutamente oggettivi, e di tale convergente dichiarazione resa dallo stesso pubblico ufficiale incaricato di effettuare l’autenticazione delle firme, l’Ufficio elettorale centrale ben poteva e doveva, in sede di riesame, ritenere emendabile l’errore senza frapporre l’ostacolo derivante dalla mancata proposizione della querela di falso, prevista dalla norma generale in materia di efficacia degli atti pubblici. Infatti, la legittimità dell’ammissione della lista era in questo caso perfettamente giustificata e giustificabile in base alla considerazione che – anche in materia di operazioni elettorali – è assolutamente corretto tenere ben distinte le irregolarità sostanziali (di per sé non sanabili a posteriori) da quelle soltanto formali, qualora siano sicuramente percepibili come tali, in base ad univoci dati di fatto; ciò, allo scopo di consentire che queste ultime possano essere legittimamente emendate in base ad una semplice e rapida procedura rettificante (senza, quindi, subìre le inevitabili more processuali derivanti dalla proposizione di un’impugnazione di falso), nel doveroso rispetto dei ben noti ed immanenti principi di favore per il voto e la massima partecipazione dei cittadini alle competizioni elettorali sia amministrative che politiche”.

Trasporto sanitario: mozione di Angelo Sciapichetti

mercoledì, gennaio 26th, 2011

“È imprescindibile il ruolo svolto dalle Associazioni di volontariato e dalla Croce Rossa nell’ambito del trasporto sanitario regionale, e la norma approvata nella Legge Finanziaria che modifica il criterio di affidamento dei servizi, portando in gara d’appalto il trasporto di emergenza e programmato, va necessariamente cambiata”.
Ne è convinto Angelo Sciapichetti, consigliere regionale del Pd, primo firmatario della mozione che impegna la Giunta regionale ad intraprendere tutte le azioni opportune per garantire in via prioritaria alle Pubbliche Assistenze, alla Croce Rossa e alle Misericordie la competenza in fatto di soccorso e trasporto sanitario.
“Con l’approvazione dell’art. 15 – si legge nella mozione sottoscritta da Francesco Comi e Enzo Giancarli – l’ANPAS e la Confederazione delle Misericordie delle Marche rischiano di non poter più svolgere il servizio, a meno di modificare la propria natura di Onlus, con enormi problematiche anche sul piano patrimoniale, mentre la CRI avrebbe come unica possibilità quella di far valere, quale ente pubblico non economico, il diritto di vedersi riconosciuto l’affidamento diretto”.
Per Angelo Sciapichetti gli effetti sarebbero penalizzanti anche dal punto di vista dei costi che ricadranno, inevitabilmente, sulle spalle dei contribuenti.
“Come tante Regioni hanno già fatto, adeguandosi alla normativa europea – conclude il consigliere regionale – alle Associazioni di volontariato ed alla Croce Rossa va riconosciuto, nei fatti, un ruolo preminente all’interno del sistema sanitario, in considerazione del valore che rivestono sul piano della promozione e della crescita della coesione sociale, del radicamento nel territorio e nel tessuto socio-sanitario che ha consentito, in questi decenni, di consolidare esperienze importanti di sussidiarietà”.

Paola Giorgi sull’alberghiero a Matelica

martedì, gennaio 25th, 2011

Di seguito le dichiarazioni di Paola Giorgi, Consigliere regionale IDV, sulla questione dell’alberghiero di Matelica.
Sinceramente sono rimasta sconcertata dall’ intervento di Montesi sulla questione dell’ alberghiero a Matelica. Da consigliere regionale e componente della prima commissione consiliare regionale preposta a trattare in materia, e preparata in merito, posso assicurare l’esponente del PD che la richiesta avanzata dal Comune di Matelica non era fumosa, mentre fumoso e’ stato il comportamento dei suoi rappresentanti in Regione che non hanno alzato un dito a favore di una opportunita’ formativa e di sviluppo, non solo di una citta’, che comunque ha le tutte le carte in regola strutturali, logistiche e regolamentari per ospitare l’ istituto professionale alberghiero, bensi’ di un territorio intero nel quale la crisi occupazionale morde e le occasioni di sviluppo vanno colte e coltivate con impegno al di là delle appartenenze politiche. Conoscendo a fondo la questione nel merito, scevra dalle polemiche politiche e di campanile che da tempo bloccano l’istituzione dell’ alberghiero a Matelica, posso assicurare Montesi che , per quanto riguarda l’ IDV, continueremo la nostra battaglia per il futuro del territorio e dei suoi giovani, se il PD vorra’ darci una mano, saremo ben lieti.

Paola Giorgi

Italia dei Valori

Salvi preoccupato per il completamento della Pedemontana

martedì, gennaio 25th, 2011

Sussistono fondati motivi di preoccupazione rispetto al completamento del disegno infrastrutturale noto come “Quadrilatero di penetrazione interna Marche-Umbria”, in particolare per quel che riguarda l’asse trasversale di collegamento tra SS77 e SS76 denominato Pedemontana.

Le preoccupazioni non riguardano soltanto i ritardi nei lavori della SS76, determinati tra l’altro dalle difficoltà finanziarie della Btp, azienda che fa parte del Consorzio Dirpa, aggiudicatario dei lavori, ma anche i possibili riflessi di questa situazione sull’avvio dei lavori nel tratto finanziato della Pedemontana (Fabriano-Matelica) e sulla parte restante del tracciato (da Matelica a Muccia), di cui è in fase di approvazione il progetto esecutivo, dal momento che il lotto della Pedemontana è lo stesso della SS76.

A ciò si aggiunga il fatto che mentre il tratto Fabriano-Matelica è finanziato (circa 96 mln) con risorse regionali, la restante parte del tracciato non lo è e mancano all’appello circa 203 mln di euro. Questo deve essere il principale assillo di chi vuole che questa opera sia terminata e non si realizzi un’altra incompiuta, nelle vicinanze del Cornello. Non credo che si possa star tranquilli confidando su ipotetici ribassi d’asta o meccanismi finanziari garantiti dalle banche, dal momento che le stesse Aree Leaders, che avrebbero dovuto garantire un certo gettito, non stanno decollando, tutt’altro.

E’ la conferma di quella che a suo tempo fu una facile previsione, e cioè che il meccanismo della cosiddetta “cattura di valore” era alquanto aleatorio, cosa che oggi la crisi economica in corso si è incaricata di decretare in tutta la sua evidenza. E’ necessario, dunque, che insieme alla Regione Marche, che sta seguendo molto da vicino e quasi quotidianamente la problematica, anche le Amministrazioni comunali di tutta la zona montana, così come ha fatto quella di Camerino, e la Provincia di Macerata, assumano iniziative volte a ottenere garanzie e certezze dalla società “Quadrilatero Spa” rispetto al celere avvio dei lavori e, soprattutto, dal Governo rispetto alle risorse necessarie per il completamento di un’opera essenziale per realizzare il disegno di rompere l’isolamento del territorio a suo tempo colpito dal sisma del 1997.

Daniele Salvi

Partito democratico